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(2022)
Una figura aliena tenta di entrare in contatto con il suo alter ego terrestre. Ma si perde.
Attraverso un atto performativo descritto da immagini e video il progetto è il racconto di un paesaggio alienante e del tentativo di abitarlo.
Atto primo. Ricerca.
E’ successo per caso, una notte di primavera. È arrivata da un’altra dimensione. Per studiare il mondo si perde nella città, fra le sue forme senza regole.
Sta cercando qualcuno, sta cercando me. Fino a un campo di grano ai limiti della città, una stazione radioastronomica dove «sentire il rumore delle stelle»*.
Mi fischiano le orecchie, di continuo.
Sta cercando un contatto. Ed io scappo.
* Il deserto rosso,1964 di Michelangelo Antonioni.















Atto secondo. Incontro.
Alla fine si trovano, la figura aliena e il suo alter ego. In un paesino di montagna, in occasione della scomparsa della nonna terrestre.
Qui è impossibile perdersi. Conosco bene lo spazio, posso diventarne la guida. E’ il luogo del ricordo.
Non resta che esplorarlo, giocandoci intorno, ricostruendo con l’immaginazione quello che un tempo era realtà.




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